CLIMATE WARMING, UNA RISORSA NELLA PAULOWNIA

Sembra banale dire: “Non esistono più le mezze stagioni”. In realtà il climate warming è ampiamente suffragato dalla ricerca scientifica e la Paulownia può essere una valida risorsa.

Lo abbiamo notato tutti, il clima è mutato ma forse non si è fino in fondo consapevoli di quanto questi cambiamenti climatici non siano momentanei ma rientrino in quello che è stato definito climate warming – riscaldamento globale – un fenomeno di incremento delle temperature medie della superficie della Terra che non è riconducibile semplicemente a cause naturali ma anche all’azione dell’uomo.

Infatti la comunità scientifica è concorde nel ritenere che esso sia in gran parte attribuibile all’aumento della concentrazione atmosferica dei gas serra, in particolare dell’anidride carbonica a seguito della deforestazione di ampie zone boschive, trasformate in campi o in centri urbani, nonché alla generazione di energia per mezzo di combustibili fossili.

L’impatto di queste azioni ha generato una serie di problematiche che delineano scenari preoccupanti: lo scioglimento dei ghiacci con conseguente innalzamento del livello dei mari e riduzione delle terre emerse, un aumento di eventi meteorologici estremi che si manifestano con una violenza sempre crescente nonché un’alterazione chimica di tutti gli ecosistemi.

E non è finita qui. A livello economico è stata ipotizzata una riduzione del PIL globale di un punto percentuale a causa degli eventi meteorologici estremi e altrettanto gravi sono stimati i danni a livello sanitario e sociale.

Queste analisi hanno avuto la forza di spronare i Governi a cercare contromisure efficaci, una delle quali prevede l’incentivo a chi si impegni ad attuare un sequestro di CO2 in atmosfera. E la scelta di puntare sulle coltivazioni di Paulownia risulta essere ancora una volta vincente per alcune delle qualità di questa pianta, cui si è più volte accennato. Eccole elencate in sintesi:

Possiede un accrescimento rapidissimo

Presenta foglie gigantesche, che consumano grandi quantità di CO2 e producono grandi quantità di ossigeno.

Produce utili importanti con poco lavoro, rientra tra le pratiche di coltura biologica.

Tutto questo, naturalmente, in un’ottica che prevede anche il business, come confermato da Fabio Massimo Sprio in un’intervista a lui fatta qualche mese fa, in cui ci constata che “coniugare le belle idee e gli accordi internazionali di politica ambientale diventa in realtà abbastanza complesso. In questo senso l’attività di Tronchetto Research diventa innovativa perché l’obiettivo è proprio quello di associare business economico e commerciale a sviluppo ambientale, etico e culturale. La pianta di Paulownia è dunque vincente per tutte le motivazioni succitate ma anche per tutti quei settori che assieme al Centro di Ricerca intendiamo sviluppare e che ad oggi non sono ancora sfruttate appieno”. http://www.tronchetto-ricerca.it/paulownia-e-business-development-green-ce-lo-spiega-fabio-massimo-sprio/

Come sempre l’intero staff di Tronchetto Research è a disposizione per qualsiasi informazione di approfondimento.

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